Auricoloterapia

E’ una scienza antichissima (già gli egizi e poi Ippocrate la praticavano) ed è una disciplina riconosciuta dall’OMS (organizzazione mondiale della sanità) inserita nelle metodiche complementari.
Questa tecnica sfrutta le proprietà riflesse del padiglione auricolare. L’orecchio è collegato al cervello tramite una rete di molteplici innervazioni; ogni punto del padiglione forma un minuscolo complesso neurovascolare, attraverso il quale avviene un continuo scambio di informazioni tra orecchio, cervello e organi. Se si osserva l’orecchio possiamo inserire l’immagine di un feto con la testa rivolta verso il basso (in direzione del lobo), mentre le mani e i piedi sono rivolti verso la parte alta dell’orecchio. Con questa osservazione possiamo trovare la corrispondenza di ogni parte del corpo riflessa sull’orecchio.
La stimolazione dei punti avviene mediante: massaggi (soprattutto sui bambini e per l’autotrattamento), pressioni (stiletti con estremità arrotondata), cerotti con seme di vaccaria (applicati sui punti da premere più volte al giorno.
I punti auricolari si percepiscono solo quando vi è sugli stessi la proiezione di uno stato patologico in atto e ciò provoca in tale sede un dolore elettivo, consentendo in questo modo di intervenire nello specifico del disturbo andando a combattere il sintomo ma non la causa, per cui è necessario trattare il problema di base associando ad esempio sedute di agopuntura.